martedì, aprile 26, 2005

La vita oltre la morte...oppure rosso di sera bel tempo si spera!

Ecco ho pensato di scrivere qualcosa di ovvio subito, immediatamente...nella speranza che il seguito per contrappasso lo fosse il meno possibile.
Nel seguire delle stagioni ho sempre cercato di incontrare cose e persone uniche , sia nelle azioni che nel loro vivere quotidiano. Anch'io quindi improvvisamente presi sul serio quello che per molti anni fu in principio solo un vezzo materno, diventare una POPSTAR!.
Io e la mia famiglia, quando l'età ci costringeva tutti alla coabitazione "forzata" facevamo almeno una volta l'anno un viaggio alle "origini", si insomma tornavamo al Sud, li' in quella terra rinnegata e sempre compianta, da quando nel 1970, a seguito di una nefasta tappa nella "città del Santo" mamma e papà decisero il trasferimento, per il bene della futura cucciolata ed in nome di un benessere subito pagato al caro prezzo di umiliazioni, solitudine e razzismo.
Parlo di Padova, la città che adagiata nel piattume della piattissima pianura padana.
La valle che con fatica gli affluenti del fiume Po' crearono con i migliori intenti, che con la repubblica di Venezia prima e sotto l'impero austro-ungarico, fu campo di gloria eterna per musicisti , scrittori e geni dell'architettura o del pensiero in genere, ora è il simbolo di una prosperità vana, senza identita' sconosciuta a se stessa. E' divenuta una "comune" di individui vittime di un confuso esperimento di silenzio ideologico che affoga nella palude del perbenismo da loro stessi creato, nell'impossibile tentativo di sfuggirne. Qui mi trovo anch'io con la doppia amarezza di sapere che avrei potuto non esserci! Ah!?! Se solo mia madre avesse saputo dei moti politici nascenti proprio alla fine degli anni 60, nelle università della città, moti che ci avrebbero impedito di crescere in un sano e creativo ambiente, che avrebbero impaurito costringendoci in casa, un intere generazione. E cosa dire della completa mancanza di reinvestimento della ricchezza prodotta dal fenomeno "NordEst" in cultura? Un'accozzaglia di elementi tenuti insieme come dicevo prima da un comune silenzio di idee. Quando qualcosa di nuovo si ergeva dalla piatta figura di questa palude, ecco che veniva e viene prontamente repressa, se non lo fanno i perbenisti cattolici o i laici bigotti, allora ci penseranno le forze dell'ordine reprimendo in nome di una "normalizzazione" sociale a destra e a sinistra movimenti che invece , se pur con fatica erano da tempo realtà in altre parti d'Italia o del mondo. Parlo di cose che ai piu' giovani possono sembrare scontate , ma ballare la breakdance o fare del sano hiphop con 100 o 200 amici senza essere schedati dalla DIGOS è stato sempre un'utopia da queste parti...Una mostra d'arte in un capannone abbandonato...oppure un raduno di graffittari lungo un mai finito troncone d'autostrada è ciò a cui siamo costretti dalla totale mancanza di incentivi o di strutture consolidate atte ad esprimere il presente della nostra vita. E' cosi che tutto succede comunque ...tutto accade lo stesso ma sempre al lato , sempre altrove..sempre alla televisione. ( CONTINUA)

3 commenti:

perduellio ha detto...

Scrivo di getto (e forse con getto): traspirano dall'Autore parole dure e forse (anzi senza forse) con un sapore pessimistico e malinconico. Critica la società, il paese, la città, i suoi tempi (o tempora!!!), i suoi costumi (o mores!!!) e via via fino in cielo e molto di più (critica pure il lassismo degli ET).Insomma c'è dello scontento, o meglio delle aspettative, frustrate da una realtà cruda o quanto meno apatica.
CAZZO c'è da imbestialirsi. (A parte gli ET che, come si suol dire, hanno fatto il loro tempo) Ma allora cosa dovremmo fare?. Lo chiedo con ingenuità, con onesta innocenza. Perché il primo e unico rantolo che percepisco dal mio cuore è uno stimolo (per fortuna viene dal cuore) a dover fare, a dover agire, a non arrendersi all'evidente disparità tra il mondo di oggi e quello di un bimbo di otto anni di qualche anno fa. Lo ciedo apertamente con animo sereno ma deciso, cosa dobbiamo fare per ridare spirito alla speranza?

vic aglione ha detto...

intanto un GRAZIE per esserti preso la briga di leggere i primi 2 post...come dire ..hai certamente fatto un analisi attenta , mirata ed il commento quindi non poteva che essere praticamente perfetto...
dico praticamente perche' , senza negare il negativo dello scritto, per accettare questa giusta critica al 100x100 dovrei essere sicuro che dietro il tuo pseudonimo c'è qualcuno che mi conosce...che conosce almeno di massima cosa ho fatto dal giorno in cui tra bambini si faceva la profezia ET ad oggi...
questo mio blog vorra esere il piu' possibile non un diario, ma lo spaccato , il vissuto di un periodo di cui fanno parte sia le delusioni , le frustrazioni etc ma anche i felici tentativi di ribbellione all'imposto dalla societa mediatica che mi ha fatto da balia...
concordo che ho iniziato in modo crudo ma non si puo' dire che io sia duro e apatico allo stesso tempo...non concorda in termini...
una sola cosa verso la fine del tuo commento non mi è chiara...e cioè quando dicendo
-" ...ma allora cosa dovremmo fare?.."-
mi spiazzi scrivendo l'opposto di cio' che pareva naturale seguisse..chiedendomi invece
- "cosa dobbiamo fare per ridare spirito alla speranza"...ecco ti chiedo ...ma allora non sono il solo a pensarla cosi' l'hai visto anche tu che dopo l'ultimo tramonto l'alba tarda a farsi vedere?
magari in altri termini...in altre parole ..in altre forme ma allora anche per te si sono dimenticati dell'uomo e del suospirito...( sesso a parte perche' quello ce lo ricordano sempre).
mi fa piacere che tu abbia dedicato il tuo tempo a rispondermi e sarei onorato di risentirti...o qualora esistesse di leggere il tuo blog

vincenzo

sestoPiano ha detto...

Quanti ricordi sono riaffiorati nella mia mente leggendo le tue parole.
Non allegre certo, ma cariche di significato come è difficile sentire dalla attuale generazione.
E cariche di tutta una vita. Rivedo noi ragazzini giocare (senza playstation, senza computer) ai giochi
più sciocchi ma più fantasiosi...E adesso mi ritrovo a guardare mia figlia e a chiedermi se godrà di tanta
gioia nell'inventare, nel creare...senza essere sopraffatta da tutta l'elettronica che ci circonda...
Non critico quest'era, perchè ho imparato a viverci e forse, facendo parte della generazione di transizione,
ho imparato ad apprezzarne alcuni aspetti (ad es. la grande forza comunicativa), ma nello stesso tempo mi
ritrovo a guardare con nostalgia alla mia infanzia...
Infanzia non sempre felice, quando la cattiveria di alcuni mi costringeva a difendere con rabbia
e decisione le mie origini, e tu sai quanto sia stato pesante in questa Padova così chiusa in se stessa, così
snob alle volte. Non felice quando non vedevo mio padre per giorni perchè doveva lavorare e fare doppi turni per
poterci far godere le vacanze. Ma ricordo con gioia i momenti passati nel nostro "Giardino", quando sfilavamo con
le nostre biciclette, quando giocavamo a palla avvelenata, quando cercavamo di scappare da Toni dopo aver combinato
qualche danno alle sue rose...Ogni tanto vado a rivedere le foto che suggellano quei momenti, rivedo una famiglia
allargata che ha condiviso il piacere e il divertimento dei nostri 8/10 anni, i primi amori dei nostri 13/14 anni,
le disavventure a scuola dei nostri 16/17 anni e che, seppur poche volte, ancora si ritrova per condividere le
situazioni del momento (matrimoni, figli, avventure lavorative, separazioni...).
E' vero, molte volte siamo stati censurati nelle nostre esperienze, siamo stati privati di alcune possibilità, ma non
dimentichiamo che ne abbiamo avute molte altre. Abbiamo avuto la grande occasione di crescere insieme, di condividere,
di essere amici, di aver fiducia l'uno nell'altro, di dare corpo e anima per uno di noi in difficoltà...
Cosa possiamo fare adesso? Possiamo condividere, così come stiamo facendo anche attraverso questo blog, tutte le emozioni
che ci affiorano alla mente, tutti i desideri che ancora abbiamo e possiamo cercare di dare agli altri le possibilità che
a noi sono state negate.
Io personalmente, cercherò di trasmettere a mia figlia tutta la forza e l'energia dei miei 8 anni vissuti con una schiera
di bambini felici, tutto l'entusiamo e l'amore che sono riuscita a catturare e a conservare in me stessa in questi anni e
mi auguro di poterle raccontare tutto quello che abbiamo combinato negli anni passati insieme.
Approfitto del blog per ringraziare tutti coloro che si sentono membri della "Giardino's company" per aver far parte della
mia infanzia e della mia giovinezza.